Con Helga e Zohar l’ESA studierà le radiazioni cosmiche

Helga e Zohar dell’ESA saranno lanciate con una capsula Orion in un viaggio andata e ritorno verso la Luna per studiare gli effetti delle radiazioni cosmiche e solari sul corpo umano.
Non preoccupatevi, non si tratta di due volontarie sacrificate in nome della scienza. Si tratta di due manichini femmina in fase di assemblaggio in Germania presso il German Aerospace Center DLR in Colonia.
5600 sensori aiuteranno gli scienziati a misurare la quantità di radiazioni a cui potrebbero essere esposti gli astronauti durante un viaggio fino alla Luna.
Per capirci, gli astronauti sulla ISS subiscono radiazioni 250 superiori a quelle che ci colpiscono sulla terra e fuori dal campo magnetico terrestre arriviamo fino a 700 volte di più!

Fonte: www.esa.int

I due manichini prenderanno posto a bordo della nuova navicella Orion nell’ambito del NASA’s Exploration Mission-1, la missione NASA di collaudo della nuova navicella spaziale che dovrebbe decollare da Cape Canaveral a giugno 2020.

I sensori sono stati installati nelle aree del corpo più sensibili alle radiazioni – polmoni, stomaco, utero e midollo osseo. Zohar indosserà un giubbotto protettivo, mentre Helga (povera!) viaggerà senza nessuna protezione.

Questo giubbotto si chiama AstroRad ed è stato sviluppato da StemRad start-up sponsorizzata dall’Agenzia spaziale israeliana. Dal sito di StemRad leggiamo che AstroRad verrà anche utilizzato a bordo dell’ISS a partire dal 2019 per studi ergonomici avanzati in condizioni di microgravità.

In tema di tute spaziali anche qui in Italia si sta facendo qualcosa. Presso l’Università di Pavia è stato realizzato Perseo, il primo prototipo di giubbotto ad acqua che il 7 novembre 2017 è stato indossato da Paolo Nespoli a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. L’esperimento aveva lo scopo di studiare comfort e vestibilità di questa protezione pensata in casi estremi come le tempeste solari.

Immagini preliminari della sessione sperimentale a bordo della ISS, mentre Paolo Nespoli riempie d’acqua e poi indossa la giacca di PERSEO. Fonte UNIPV

Poi abbiamo la mitica Dainese che ha studiato SkinSuit, una particolare tuta che aiuta a controbilanciare l’assenza di gravità “simulando” il peso che normalmente deve sopportare un corpo umano sulla terra. Questo avviene grazie ad un tessuto elastico che comprime leggermente il corpo dalle spalle fino ai piedi.
Gli astronauti dell’ESA Andreas Mogensen e Thomas Pesquet l’hanno già testata nelle loro missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale nel 2015 e 2016.

Chiunque volesse approfondire l’argomento rimando alla trasmissione Smartcity di Radio24 in cui Maurizio Melis dedica una puntata proprio alle tute spaziali!

Autore dell'articolo: JoelZunato

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